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Desidero che un giovane architetto sia capace di trovare in
qualsiasi circostanza la sua strada; desidero che, traendole dalle
condizioni tecniche economiche e sociali nelle quali si trova a
operare, egli crei, in piena indipendenza, forme autentiche,
genuine, anziché imporre formule scolastiche a dati ambientali che
possono esigere soluzioni del tutto diverse.
Non è tanto un dogma bello e pronto che voglio insegnare, ma un
atteggiamento spregiudicato, originale ed elastico verso i problemi
della nostra generazione. Inorridirei se il mio insegnamento dovesse
risolversi nella moltiplicazione di una concezione fissa di
"architettura alla Gropius". Quel che desidero è far sì che i
giovani intendano quanto siano inesauribili i mezzi del creare se si
fa uso degli innumerevoli prodotti dell'epoca moderna, e
incoraggiare questi giovani a trovare le proprie soluzioni
personali. |